|
|
Il Caso Sampec |
Il caso di Giorgio Sampec, turista sessuale che in Thailandia aveva costretto una ragazzina a prostituirsi per tre mesi consecutivi e a convivere con lui.Una condanna di 13 anni e 9 mesi di reclusione e oltre 60 mila euro di multa.
Cinquantenne veronese, accusato di pedofilia e diffusione di materiale pedopornografico, condannato a 14 anni di carcere. Sampec trascorreva la maggior parte dell'anno in Thailandia, in compagnia di giovani ragazzini e ragazzine di età compresa tra i 7 e i 15 anni, katoi e tatine, come lui stesso li chiamava.
Ad incastrarlo alcune intercettazioni telefoniche nelle quali racconta i suoi rapporti con oltre 500 minori. Poi un agente infiltrato della Polizia Postale entra in contatto con l'uomo, raccoglie le sue confidenze e si fa consegnare una parte dell'infinito materiale fotografico, oltre 65 mila scatti.
È la prima condanna per turismo sessuale in Italia, ma non è certo il primo caso. Un'indagine condotta dall'Unicef dimostra che i turisti italiani sono i maggiori frequentatori di minorenni costretti a prostituirsi per vivere. Nel 2005, circa 700 mila turisti si sono recati all'estero per scopi legati al turismo sessuale, 80 mila di questi erano italiani. "Sdegno e soddisfazione" : a queste due parole l'avvocato Marco Scarpati, Presidente di ECPAT-Italia, affida il primo commento all'indomani della lettura delle motivazioni dei giudici sul caso di Giorgio Sampec, turista sessuale che in Thailandia aveva costretto una ragazzina a prostituirsi per tre mesi consecutivi e a convivere con lui.
La nona sezione penale del tribunale di Milano ha inflitto al veronese una condanna di 13 anni e 9 mesi di reclusione e oltre 60 mila euro di multa. "Come Sampec, dichiara Scarpati, ci sono in Italia altri ottantamila turisti che ogni anno vanno in cerca di sesso con dei minorenni: in Paesi come il Kenya, la Colombia e la Repubblica Dominicana deteniamo il triste primato di questa terribile classifica". L'identikit del turista sessuale secondo le ricerche di ECPAT varia rispetto a quello del cinquanteseienne Sampec.
La soglia dell'età si è abbassata decisamente ed infatti oggi il turista sessuale è di solito fra i venti e i trent'anni, di cultura media e non necessariamente con un reddito alto. Non sono solo pedofili che rappresenterebbero il 3% del totale ma anche e soprattutto uomini e donne insospettabili, turisti sessuali occasionali. Lo sdegno è per quello che i giudici hanno definito una "attività imprenditoriale" e che secondo Scarpati "mostra la molteplicità dei diversi fenomeni che compongono lo sfruttamento sessuale dei minori a fini commerciali".
Seguendo le motivazioni dei giudici del tribunale di Milano si va dal turismo sessuale con minori - "Sampec stava realizzando un catalogo delle piccole prostitute da mettere a disposizione dei clienti", alla prostituzione minorile - "l'imputato si recava regolarmente in Thailandia e Cambogia dove aveva ripetuti rapporti sessuali con bambini di età compresa tra i 6-7 anni e i 14 anni", fino alla pedopornografia -"l'imputato non si limitava ad avere rapporti sessuali con ragazzine e ragazzini ma produceva materiale pedopornografico da vendere". "La soddisfazione è data dal fatto che è stato possibile condannare Sampec in virtù della legge 269 del 1998, promossa e voluta proprio da ECPAT-Italia", afferma Scarpati. La legge ha introdotto nell'ordinamento giuridico italiano il principio della extraterritorialità, ovvero la possibilità di perseguire nel nostro paese i turisti italiani che commettono reati sessuali con minori all'estero
Quello di Giorgio Sampec è il primo caso di italiano condannato per reati sessuali su minori commessi all'estero L'approvazione di questa legge - spiega Ecpat - insieme a quella della 38/06, rappresenta uno dei nostri più' importanti risultati e se ne vedono ora gli effetti: la condanna prevede fra l'altro che a Sampec sia perennemente interdetto l'accesso a luoghi istituzionalmente frequentati da minorenni. Si tratta di un segnale forte, della prova che coloro che commettono tali crimini non possono e non devono sentirsi invulnerabili per la lontananza dal loro Paese: indipendentemente dal grado di anonimato di cui si fanno forti nei Paesi in cui delinquono sono perseguibili, rintracciabili, punibili. La legge si è dimostrata efficace e funzionante, uno strumento utile e indispensabile per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori ovunque essi si trovino''. Per il presidente di Ecpat, Marco Scarpati, il problema è la mancanza di cooperazione giuridica internazionale: l'Italia sta facendo i suoi primi timidi passi in questo campo.
|
|
|
Devi essere loggato per poter inserire un messaggio.
|
 |
Nick: Unsigned Iscritto: 15.08.08
00:12:20 |
|
 |
Nick: Faby Iscritto: 28.05.08
01:17:05 |
|
|
|
 |
Nick: Nicola Iscritto: 16.05.08
11:40:57 |
|
 |
Nick: Robbi Iscritto: 06.04.09
12:10:42 |
|
Totale iscritti: 299
Il nuovo iscritto: Bruno56
|
|