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Breve cronistoria dell'eccidio di Cefalonia e Corfù |
'Frà le stragi di vite umane degli ultimi anni quella di Cefalonia ha un particolare aspetto, furono soldati - cioè uomini organizzati sulle leggi dell'onore - che premeditamente uccisero, dopo la resa, inermi soldati.
La tragedia di Cefalonia non è che un vivido e rapido scorcio degli immensi avvenimenti da cui siamo usciti, ma le convulse narrazioni di questi superstiti resteranno vive per lungo tempo nella storia d'Italia e nella memoria del mondo.
Non a caso nel processo svoltosi a Norimberga, nei confronti di generali germanici che erano stati a capo di grandi unità o di vasti comandi territoriali nel sud - est europeo, il capo dell'accusa, generale Telford Taylor, non esitò ad affermare a proposito dei massacri di uficiali italiani compiuti dai tedeschi dopo l'8 settembre : 'Questa strage deliberata di ufficiali italiani che erano stati catturati o si erano arresi è una delle azioni più arbitrarie e disonorevoli nella lunga storia del combattimento armato'
Questi uomini, infatti indossavano regolare uniforme, portavano le armi apertamente e seguivano le regole e le usanze di guerra, erano guidati da capi responsabili che, nel respingere l'attacco, obbedivano a ordini del maresciallo Badoglio, loro comandante in capo militare e capo politico debitamente accreditato dalla Nazione.
Essi erano soldati regolari che avevano diritto a rispetto e considerazione umana e a trattamento cavalleresco, stiamo parlando dell'eccidio della Divisione Acqui sterminata a Cefalonia e Corfù, in questa pagina verrà ricostruita una parte di questi avvenimenti, in parte raccolti in rete e in parte narrati direttamente da un reduce di quell'eccidio, una testimonianza che io ho raccolto tempo fa quando la diagnosi di una malattia implacabile mi ha spinto ad effettuare una intervista e a raccogliere più materiale possibile a ricordo di questo reduce, che tanto ha influito nella mia vita.
Era mio Padre, nonostante abbia combattuto per 7 anni su vari fronti senza mai riportare un graffio ha perso l'ultima battaglia e il 24 Febbraio 2006 se ne è andato tra le mie braccia.
Solo ora ho trovato la forza di scrivere questa pagina di storia a ricordare quanto hanno visto e provato quegli uomini ma anche per non dimenticare quanto mi ha lasciato, molti dicono che ti accorgi di quanto conta una persona nel momento che la perdi, io posso dire che in quel momento - sapendo già quanto contasse - ti accorgi di quanto sia importante ricordarla per sempre.
Breve Cronistoria
25 luglio 1943: la caduta del Fascismo
Perché un intero contingente italiano era di stanza nell'isola greca di Cefalonia?
'Spezzeremo le reni alla Grecia!', con queste parole, il 15 luglio 1940, Benito Mussolini annunciò l'inizio della conquista della Grecia, ma di fronte ai disastri militari italiani, fu necessario l'intervento della Wermacht tedesca e alla fine le forze dell'Asse riuscirono a conquistare Atene.
L'isola greca di Cefalonia venne presidiata dalla Divisione Acqui guidata dal generale Gandin.
Il fronte della guerra è lontano e fino al 1943 i soldati italiani non sparano un solo colpo di arma da fuoco, e gli abitanti dell'isola imparano a conoscere un nemico dal volto umano. Ma di lì a poco le cose sarebbero cambiate.
Il 25 luglio 1943 Benito Mussolini consegna le dimissioni e viene arrestato, a capo del governo viene nominato il maresciallo Pietro Badoglio.
L'8 settembre 1943 Badoglio legge alla radio italiana il comunicato con il quale annuncia l'armistizio con gli anglo-americani: 'Il Governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto l'armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze anglo-americane alleate. La richiesta è stata accolta.
Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo, esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.
L'isolamento della Divisione Acqui
A Cefalonia non si hanno notizie fino alla sera dell'8 settembre 1943, quando arriva un primo comunicato da Atene, sede del comando misto italo-tedesco, da cui dipendono tutte le divisioni italiane in Grecia.
Il messaggio, firmato dal generale Vecchiarelli, conferma quasi alla lettera il proclama di armistizio, precisando che:
'Se i tedeschi non faranno atti di violenza armata, italiani, non, dico non, rivolgeranno armi contro di loro, non, dico non, faranno causa comune con ribelli né con truppe anglo-americane che sbarcassero. Reagiranno con forza a ogni violenza armata'.
Nella serata del giorno 9 settembre 1943, dal comando di Atene giunge un secondo comunicato del generale Vecchiarelli, dal tono disfattista e collaborazionista verso i tedeschi e palesemente in contrasto con quanto annunciato dal Governo Badoglio, a Gandin, come agli altri comandanti di divisione, infatti, viene dato l'ordine di cedere le armi collettive e di trasferire il controllo del territorio ai reparti tedeschi.
'Seguito mio ordine dell'8 corrente Alt. Presidi costieri devono rimanere attuali posizioni fino at cambio con reparti tedeschi non oltre però ore 10 giorno 10 Alt [...]. Pertanto una volta sostituite Grandi Unità si concentreranno in zone che mi riservo fissare unitamente a modalità trasferimento Alt. Siano lasciati ai reparti tedeschi subentranti armi collettive et tutte artiglierie con relativo munizionamento Alt [...]. Consegna armi collettive per tutte Forze Armate Italiane in Grecia avrà inizio at richiesta Comandi Tedeschi at partire da ore 12 di oggi. Generale Vecchiarelli'.
L'ordine chiaramente è stato dettato dai tedeschi, che in poche ore avevano assunto il controllo del comando italiano in Grecia, mentre il senso di isolamento e di solitudine di fronte alla presenza ostile dei tedeschi si diffonde tra le divisioni italiane.
Gandin si rende conto che la situazione è drammatica, tra il 9 e l'11 settembre si svolsero estenuanti trattative tra Gandin e il tenente colonnello tedesco Barge, che intanto fece affluire sull'isola nuove truppe.
L'ultimatum tedesco: l'Acqui non si arrende
L'11 settembre arrivò l'ultimatum tedesco, con l'intimazione a deporre le armi.
All'alba del 13 settembre batterie italiane aprirono il fuoco su due navi da sbarco cariche di tedeschi. Barge rispose con un ulteriore ultimatum, che conteneva la promessa del rimpatrio degli italiani una volta arresi. Gandin chiese allora ai suoi uomini di pronunciarsi su tre alternative: alleanza con i tedeschi, cessione delle armi, resistenza.
In realta' l'ordine di resistere era arrivato dal comando supremo di Brindisi, ma Gandin volle, comunque, verificare l'umore dei suoi soldati.
Il 15 settembre cominciò la battaglia che si protrasse sino al 22 settembre, con drastici interventi degli aerei Stukas che mitragliarono e bombardano le truppe italiane, i nostri soldati si difesero con coraggio, ma non ci fu scampo, la città di Argostoli distrutta, 65 ufficiali e 1.250 i soldati caduti in combattimento.
L'Acqui si dovette arrendere, e la vendetta tedesca fu spietata.
Il Comando superiore tedesco ribadì che 'a Cefalonia, a causa del tradimento della guarnigione, non devono essere fatti prigionieri di nazionalità italiana, il generale Gandin e i suoi ufficiali responsabili devono essere immediatamente passati per le armi secondo gli ordini del Führer'. La Wehrmacht a Cefalonia non fara' prigionieri.
Il 24 settembre Gandin venne fucilato alla schiena, migliaglia di soldati italiani con i loro ufficiali furono sterminati dal tiro delle mitragliatrici. L'impresa della divisione Acqui era giunta al suo epilogo.
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