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Faby
28/01/2012 13:48
Buon week end anche ate Delfi Smile

DELFINO
28/01/2012 11:03
buon sabato e buon weekend a tutti... E un bacio alle ragazze Bacio

Faby
27/01/2012 18:21
Ciao Angarat

angarat
27/01/2012 14:38
ciao belli e brutti Bacio ao! ciaooooo! Biggrin

Faby
26/01/2012 13:52
Ciao Delfi, sono di corsa.. a presto

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La congiura del silenzio su Cefalonia
Pubblicato da :Alex | 338 letture | Stampa

A seguito del commento della Signora Marcella De Negri implemento e specifico quanto scritto nell'articolo : La germania riapre il caso di Cefalonia e Corfu : Tratto da Repubblica del 22 Settembre 2006 : 'A Cefalonia erano traditori'. Sentenza choc in Germania. Archiviato il procedimento contro l'ufficiale tedesco accusato della strage: fece fucilare centinaia di italiani ma erano disertori

BERLINO - I soldati italiani massacrati a Cefalonia erano dei traditori. Da trattare come sarebbero stati trattati dei disertori tedeschi. Con questa motivazione sconcertante, due settimane fa la procura di Monaco di Baviera ha deciso di archiviare il procedimento a carico dell'ex sottotenente Otmar Mulhauser, oggi unico imputato della strage. Lo rivela 'L'Espresso' nel numero oggi in edicola. La decisione della procura di Monaco, firmata dal pm Stern, ha un gravissimo valore politico: riscrive in senso revisionista la Storia della seconda guerra mondiale, legittima una delle più atroci stragi di italiani ordinate e compiute dal Terzo Reich, minaccia di incoraggiare i neonazisti.

L'ex sottotenente Otmar Muhlhauser, che oggi ha 86 anni e vive tranquillo a Dillingen, in Svevia, non nega peraltro le sue responsabilità nel massacro. Ha confessato di aver personalmente ordinato la fucilazione di centinaia di militari italiani, tra cui lo stesso generale Antonio Gandin, il comandante della divisione Acqui dell'allora Regio esercito. Dopo la fine del conflitto, per non creare tensioni tra paesi della Nato (cui appartengono sia Germania sia Italia) durante la guerra fredda, nessun governo italiano si costituì mai parte civile nel procedimento contro Mulhauser. Lo fece invece Marcella De Negri e Massimo Filippini, i cui Padri furono fucilati alla 'Casetta Rossa' Ora la signora De Negri accusa. 'Le motivazioni addotte dalla magistratura bavarese', afferma, 'sono un oltraggio alla memoria di mio padre e di tutti i soldati italiani che combatterono nello Ionio; non capisco come si possa dire che uccidere a freddo migliaia di soldati che si erano arresi non sia un crimine di guerra'.

Adesso i legali di Marcella de Negri, l'avvocato milanese Gilberto Pagani e il suo collega tedesco Michael Hofmann, faranno ricorso. Nelle prossime settimane il tribunale della capitale bavarese dovrà quindi decidere se accogliere il ricorso, o decidere se il caso venga definitivamente chiuso. La tragedia di Cefalonia resta nella Memoria come uno dei più spaventosi drammi delle forze armate italiane nella seconda guerra mondiale.
L'8 settembre, come è noto, il governo Badoglio firmò l'armistizio con le democrazie occidentali. Condizione fu la sua entrata in guerra contro l'ex alleato, appunto la Germania nazista. La divisione Acqui, schierata nell'isola greca di Cefalonia, ricevette l'ordine di resistere. I reparti tedeschi a Cefalonia chiesero alla Acqui la resa incondizionata, il generale Gandin rifiutò. Dopo due ultimatum, il 15 settembre la wehrmacht iniziò a bombardare le posizioni della Acqui nei dintorni della città di Argostoli.

Cominciò la resistenza disperata degli italiani. Inferiori in numero, con in pugno armi vecchie e obsolete, contro i tedeschi super armati, resistettero una lunga settimana d'inferno. La mattina del 22 settembre il generale, dopo aver perso circa millecinquecento uomini, decise di arrendersi e fece issare la bandiera bianca. Sperava di salvare la vita dei suoi soldati. I tedeschi invece eseguirono zelanti gli ordini di Hitler: Gandin e tutti i suoi uomini furono uccisi uno a uno.

Nel dopoguerra, Roma scelse il silenzio. La documentazione sulla strage venne celata. Ci volle Sandro Pertini, nel 1980, per denunciare la 'congiura del silenzio su Cefalonia'. E cinque anni fa, l'allora capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi si recò nell'isola, rese onore ai caduti, si disse orgoglioso di quella pagina di Storia da loro scritta, una delle più gloriose della nostra Storia millenaria. Quella Memoria di un paese-chiave dell'Europa, oggi alleato di Berlino nella Ue e nella Nato, è calpestata dai giudici di Monaco di Baviera.

Fonte : Andrea Tarquini-La Repubblica/Italia Estera

Chi è Otmar Muhlhauser?
Il signor Muhlhauser, l'ottantaseienne tedesco, ce lo ricorderemo perché il suo cacofonico nome ci condurrà per sempre a Cefalonia, rievocandoci l'eccidio più immane mai subito dal nostro esercito.

I numeri sono da capogiro: dopo l'otto settembre la Divisione Acqui resistette al nemico nazista, numericamente inferiore e mal equipaggiata dovette arrendersi ai militari tedeschi, ma questi diedero corpo all'eccidio e alla fine 9mila soldati regolari italiani scomparvero in terra greca dissolvendovisi tra le zolle o nei fondali.
Otmar, il vecchio distinto e rugoso, era tra i carnefici, rintracciato e sottoposto alla Giustizia, dopo anni di processo è stato assolto. Il Tribunale di Monaco ha infatti statuito che uccidere a sangue freddo militari nemici appena catturati non è un crimine, anzi, quello sarebbe stato lo stesso trattamento che i tedeschi avrebbero riservato ai propri disertori, e dunque il mite Otmar non ha preso parte alla più abominevole strage della storia dell'esercito tedesco, bensì ad una giusta esecuzione di 'traditori'.

Questo afferma il Tribunale di Monaco, che è lo stesso Tribunale che ha assolto tempo fa un tale Ewald Althans, capo neonazista, avendo giudicato 'ammissibili' i suoi dubbi sulla realtà dell'Olocausto. Ed è lo stesso Tribunale che ha assolto Felix Somm, l'ex-dirigente per la Germania della Compuserve, che consentiva lo scambio di materiale pedopornografico, con la motivazione che la cosa non si sarebbe potuta impedire altrimenti.
Insomma, questo Tribunale di Monaco è proprio all'avanguardia col diritto.

Quello che temo, aldilà dell'inaccettabilità della pronuncia che vorrebbe definire gli undicimila eroi della Brigata Acqui alla stregua di volgari disertori, è che ciò non sia altro che il primo segno di un revanscismo nazional nazistoide, negatore dell'olocausto e pervertito, che prende piede in quelle stesse lande da cui dilagò agli inizi del secolo scorso. Di seguito un estratto dall'opera di Romualdo Formato, cappellano del 33° reggimento artiglieria (L'eccidio di Cefalonia, settembre 1943: lo sterminio della Divisione Acqui, ed. Mursia 1968).

il 1° battaglione del 17° fanteria verso Troianata trovò che i tedeschi gli avevano già sbarrato la strada e che, ormai, era completamente e irrimediabilmente circondato. Una valanga di fuoco concentrico lo investì da ogni parte, senza possibilità di scampo [...] Gli uomini dell'intero battaglione, con le armi ai piedi, levarono le mani verso l'alto, in segno di resa. I tedeschi si avventarono su di loro famelici [...] le armi furono raccolte ed ammonticchiate in disparte. Tutti furono derubati dei portafogli, degli orologetti da polso, degli anelli, dei vari oggetti personali e dello steso zaino. Poi furono incolonnati e avviati verso la strada maestra. Prigionieri

[...] Ma camminarono poco.

L'improvvisa sosta in una specie di vallone longitudinale, ai margini del cosiddetto 'campo dei pozzi', fece pensare a tutti che quella località dovesse essere il loro provvisorio campo di concentramento. Molti si erano sdraiati a terra sfiniti [...] all'improvviso, da tutti i lati, dai muriccioli e dalle siepi circostanti, si accese contro di loro un infernale fuoco di mitragliatrici. Non essendoci alcuna via di scampo, tutti correvano, per istinto di conservazione, verso il centro del vallone. Gli uni si addossavano agli altri, sorpassandosi, scavalcandosi, calpestandosi e ammucchiandosi in un immenso palpitante carname, da cui si sprigionavano rivoli di sangue che scorrevano verso la china e si riunivano a formare un unico sinistro fiume scarlatto [...] Neppure con questo sistema morirono tutti [...] Rantoli e gemiti si udivano ancora! I tedeschi ricorsero ad un espediente crudele e gridarono: 'Ci sono qui i portaferiti! Chi è ancora vivo venga fuori. Avrà salva la vita e potrà essere ricoverato in ospedale!'. dopo qualche tempo [...] alcuni ingenui riuscirono a tirarsi fuori, spauriti, inebetiti, contusi, insanguinati Una ventina.

I carnefici si sganasciarono di nuovo dalle risa e, con un'ultima raffica di mitraglia, li finirono tutti [...] Senonché qualcuno era rimasto ancora in vita [...] Qualcuno è persino rientrato in Italia e può raccontare come è tornato alla vita dal regno dei morti!.

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