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+Cefalonia : Le responsabilità del governo
Premessa

La vera storia su Cefalonia è una sola e la conosce solo Dio, quella degli uomini presenta invece molte facce.
La scrivono i vincitori, la revisionano gli sconfitti, la rimuovono i protagonisti, e dovrebbero ricostruirla e mediarla 'super partes' gli storici e i media.Perciò dobbiamo inderogabilmente cercare di leggere una storia sola, non di parte e la più obbiettiva possibile, senza distorsioni, enfasi e censure. Oggi invece possiamo vedere come Cefalonia è diventata una speculazione, sarebbe anche giunto il momento di finirla.

Cefalonia: Le responsabilità del governo Badoglio

Certe persone sembra che ignorino i valori che condizionarono il comportamento dei nostri soldati, è altrettanto vero che sono persone anche loro con la possibilità di sbagliare, ma negare l'evidenza dei fatti anche difronte a documenti ufficiali credo proprio che vada oltre la scoperta della verità, ma che l'unico scopo sia solo l'imposizione di una loro verità.

Per celare e matenere questo 'status quo' si inizia con la diatriba dei numeri, senza considerare che i morti di Cefalonia sono soldati Italiani che si sono sacrificati per la Patria, una Patria che li ha condannati senza distinzione, i nostri morti NON sono di destra o di sinistra sono solo morti italiani.

Nella ricerca della verità ci si scontra con Il paradosso del numero dei morti, numeri, che se NON sono sparati a caso, dovrebbero essere affidabili, ma da quanto si legge in rete sono equivoci, non è chiaro cosa rappresentano e a che momento si riferiscono o se sono vecchi e non aggiornati. Così anche i numeri siano essi ufficiali o ricorrenti possono ingenerare equivoci e contraddizioni apparenti tra le fonti. Ma vediamo cosa è successo in Italia in quei giorni

La fuga di Badoglio e del Re

E' ovvio che il governo Italiano, anche dopo aver perso la guerra che aveva dichiarato, doveva rimanere vitale ed indipendente dopo l'armistizio firmato il 3 settembre a Cassabile, ma la fuga non era 'necessaria', lo divenne quando Badoglio e il re stabilirono che Roma sarebbe caduta in mano ai tedeschi, cosa che invece in quei giorni parve impossibile allo stesso Gen. Rommel, responsabile all'epoca delle truppe tedesche in Italia.

E' una procedura di sicurezza salvare i vertici militari e politici in vista di una guerra, ma la differenza è che il re e Badoglio fuggirono e basta, mancando in pieno alle loro responsabilità istituzionali storiche e politiche, lasciando il paese e le forze armate alla mercé dei tedeschi.
Fuggirono, nel modo più vile possibile, non ci sono altri termini per indicare ciò che avvenne all'alba del 9 settembre 1943 quando, un lungo corteo di macchine lasciò il Ministero della Guerra, senza aver predisposto alcuna misura di carattere militare, lasciando intere armate, fatto unico nella storia della guerra, senza ordini e senza alcuna notizia che non fosse quella del celebre messaggio radio. Uno spaventoso vuoto di potere che determinò la dissoluzione dell'esercito e dello Stato e, purtroppo, la morte di migliaia di soldati

La 'carovana di fuggiaschi' era composta da soldati, generali, ammiragli, quasi tutti in borghese, con le rispettive mogli, e da alcuni ministri. Il re era con la moglie ed il figlio, si imbarcarono al porto di Ortona a Mare dove trovarono ad attenderli la piccola corvetta 'Baionetta', quì taglio il racconto degli storici per evitarVi gli atti di coraggio dimostrati dai nostri governanti, di fatto sulla Baionetta salì un numero ristretto di persone. Quando il giorno successivo arrivò al porto la corvetta Scimitarra non trovò invece nessuno, la fifa aveva decisamente avuto il sopravvento sugli 'ordini' ricevuti. Non c'è bisogno di essere influenzati da tendenze politiche per capire che non fu certo questo un caso esemplare di come i vertici dello stato debbono essere in ogni caso difesi e messi al sicuro.

Questa fuga, inoltre, presenta degli aspetti oscuri che, a parere anche di storici affermati, fanno supporre che essa fosse stata addirittura concordata con Kesserling che, deciso a non ritirarsi dall'Italia meridionale e centrale senza combattere, contravvenendo agli ordini di Hitler e Rommel, aveva tutto l'interesse a barattare la sicurezza alle spalle delle sue truppe, con la fuga di Badoglio e del re, che Hitler aveva ordinato di far arrestare.

Questa è solo un'ipotesi, non avvallata, da nessun documento, e non influenzata da tendenze politiche, ma da avvenimenti decisamente inspiegabili, eccoli:

1) pur essendo già in corso i primi scontri armati tra soldati italiani e tedeschi il Gen.Ambrosio, Capo di Stato Maggiore, ancora all'alba del 9 settembre rifiutò di diramare la celebre Memoria op.44″, unico piano concreto di resistenza ai tedeschi formulato alla fine di agosto dal nostro stato maggiore

2) molti reparti preposti alla difesa di Roma ricevettero strani ordini di spostarsi in posizioni strategicamente favorevoli alle forze tedesche, numericamente inferiori

3) il numeroso e vistoso corteo di macchine, che stranamente non aveva alcuna scorta armata, incontrò dei posti di blocco tedeschi, che però non ne ostacolarono in alcun modo il passaggio

4) mentre solcava l'Adriatico, la corvetta Baionetta venne avvistata da aerei tedeschi ma non venne attaccata, mentre in quelle stesse ore, sul Mar Tirreno aerei tedeschi affondavano la corazzata 'Roma', con l'equipaggio che gridava 'viva il re'

Purtroppo per inventare una bugia basta dirla, per smentirla e dire la verità bisogna dimostrarlo, quindi affrontiamo alcuni avvenimenti:

Gli Alleati non dissero nulla per indicare al governo Italiano il giorno esatto in cui avrebbero annunciato l'armistizio, che io invece oserei definire una resa incondizionata. Il piano per lo sbarco a Salerno, avvenuto il 9 settembre, ovviamente, era stato già preparato dagli alleati prima della firma di Cassabile. Si trattava di un piano militare di cui, giustamente, quelli che erano stati i nostri nemici, e ai quali noi avevamo dichiarato la guerra, non potevano e non volevano certo illustrarci con dovizia di particolari.La grande menzogna, che a quanto pare illude ancora oggi i poco informati, nacque da una lettera che il Gen. Castellano scrisse al gen. Ambrosio il giorno 5 settembre in cui il generale che aveva firmato l'armistizio scriveva al suo superiore ipotizzando che il giorno dello sbarco era tra il 10 e il 15 forse il 12.

Da questa semplice frase i pochi intimi che sapevano che era stato firmato l'armistizio, decisero che 'sicuramente' il 12 settembre gli alleati sarebbero sbarcati a Salerno e quindi avrebbero annunciato l'armistizio. Tanto bastò al nostro capo di Stato Maggiore Ambrosio per decidere che il fatto di organizzare i piani per far fronte alla inevitabile reazione tedesca poteva attendere qualche giorno, e così si recò a Torino per aiutare sua moglie in un trasloco!!!
Ci credo che all'8 i preparativi per far fronte alla reazione tedesca erano ancora in alto mare. così, invece di sfruttare ogni minuto per cercare di salvare il paese e l'esercito, il massimo responsabile delle nostre Forze armate organizzava il trasloco di casa con destinazione Svizzera.

Andiamo avanti : Paradossalmente furono invece i nostri ex-nemici a venirci incontro, proponendoci l'attuazione del piano GIANT 2, ovvero l'avio-sbarco di una intera divisione americana, l'82°, nei pressi di Roma, per aiutare i nostri soldati a difendere la città (e il governo), dai tedeschi.
Due generali americani, Taylor e Bedell-Smith, vennero in missione segreta a Roma il 7 settembre per accordarsi sui particolari per l'attuazione del piano, cenarono al Ministero della guerra, incontrarono il gen. Giacomo Carboni, responsabile della difesa di Roma, e andarono da Badoglio, che li accolse a casa sua in vestaglia verso le 3 di notte, Ambrosio no, come sappiamo stava traslocando' i nostri dissero ai due americani che il piano non era attuabile !
Sappiamo tutti come andarono a finire le cose: a Roma,(come a Cefalonia) i nostri soldati che decisero di combattere i tedeschi dovettero farlo da soli opponendo il solo moschetto ai mitra e ai carri armati dei paracadutisti di Kesserling, anzi, la mancata difesa di Roma consentì all'abile generale tedesco di trovare quei rinforzi, che Rommel gli negava, per contrattaccare gli alleati sbarcati a Salerno.

Che dire? Tipiocamente Italiano? firmare una resa incondizionata e poi magari rinnegare quanto firmato, un po' 'stiamo a vedere chi vince e poi ci schieriamo'???

Insomma non solo governo e stato maggiore italiano avevano fatto passare inutilmente 46 giorni senza predisporre nulla,(il governo Badoglio era in carica dal 25 luglio) ma pretendevano, dopo aver perso la guerra ed essersi arresi, di imporre ai vincitori di annunciare l'armistizio nell'ora e nel giorno a noi più graditi e nella riunione che si tenne al Quirinale nel pomeriggio dell'8 settembre ci fu anche chi propose al re di sconfessare armistizio all'ultimo momento.
E poi non ci dimentichiamo quel 'La guerra continua', quella promessa di continuare a combattere accanto alla Germania fatta personalmente da Badoglio ad Hitler mentre già a Lisbona erano iniziate le prime e confuse trattative per la resa. Allungare i tempi dell'annuncio significava, e significò, che in quei giorni altri soldati italiani venivano uccisi da quei nemici con i quali oramai eravamo in pace dal 3 settembre.

Un caso tragicamente grottesco, è quello dei piloti del 51° Stormo, di stanza ad Alghero in Sardegna la sera dell'8 settembre che, proprio quella notte, ricevettero l'ordine di attaccare le navi americane che stavano navigando verso Salerno. Il loro comandante, Col. Maccagno comunicò a Superaereo a Roma: 'Ricevuta notizia armistizio. Possiamo sospendere previsto attacco Salerno?'. Risposta: 'Continuare secondo disposizioni ricevute'.
E quei soldati obbedirono, e vennero tutti abbattuti dalla contraerea alleata che da cinque giorni non era più in guerra con noi !!
Dire quindi che il disastro dell'8 settembre fu causato dagli alleati mi sembra a dir poco ridicolo, eravamo in guerra con loro da tre anni, una guerra dichiarata dall'Italia: nel giugno del '40, ripeto dichiarata da noi, e firmata da quello stesso re e malamente condotta da quegli stessi generali in fuga l'8 settembre.

A questo punto c'è da meravigliarsi degli ordini ricevuti da Gandin a Cefalonia? e la responsabilità di tutto quanto avvenne è da additare a Gandin? Tanti parlano del mito della Divisione Acqui, si è vero, la Acqui diventò un mito, come altri soldati o divisioni lasciate allo sbando, ma nessuno parla della vigliaccheria dei nostri governanti, a loro spetta la responsabilità di tutto questo e a nome di coloro che sono morti invano per la loro codardia e incapacità posso solo sperare che 'brucino all'inferno' altro che medaglie d'oro al valore.

A Cassibile firmammo una resa incondizionata che pose fine ad una guerra sanguinosa per chi la fece e vergognosa per chi la dichiarò, ben conoscendo le spaventose deficienze logistiche ed organizzative in cui versavano all'epoca le nostre Forze Armate. In ultima analisi io mi domando, come si può anche solo tentare di dare una parvenza di giustificazione al modo in cui avvenne la fuga da Roma che fu una gravissima mancanza quella di non dare direttive alle Forze Armate all'indomani dell'annuncio dell'armistizio, che Badoglio e il suo seguito fossero tutt'altro che dei 'coraggiosi', è dimostrato, ma al dil à della fuga impartire ordini contradditori con la resa di Cassabile e quanto finora abbiamo letto non fa altro che avvalorare la tesi del complotto, cercando di insabbiare per anni la verità e creare un mito di coloro che si sono sacrificati per la vigliaccheria di pochi.

Nel frattempo la procura di Monaco archivia l'istruttoria del processo all'ultimo ufficiale tedesco responsabile dell'omocidio alla Casetta Rossa di 137 ufficiali italiani prigionieri perchè in prescrizione, poichè non costituisce colpa grave giustiziare i soldati catturati in quanto non sono da considerare prigionieri di guerra ma traditori e disertori, i tedesci continuano ancora a beffarci anche dopo 62 anni, nella totale indifferenza dello stato italiano fino a quando durerà questo insulto?

Ora la Germania è nella Nato, che altro c'è da coprire? Io non credo che gli Italiani vogliano vedere incarcerato un vecchietto ultra ottantenne, ma sicuramente vogliamo la verità, fa ridere leggere : Decideste consapevolmente il destino. Dimostraste che la Patria non era morta. Anzi con la vostra decisione ne riaffermaste l'esistenza. Su queste fondamenta risorse l'Italia. Questa scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza di un'Italia libera dal fascismo.[Carlo Azeglio Ciampi]

Queste sono frasi di rito, discorsi inutili che non significano niente, specialmente se pronunciati da un Presidente della Repubblica Italiana, per me sono stati uomini innocenti perduti inutilmente e vigliaccamente abbandonati a se stessi da quella Patria che non era morta ma rappresentata da persone vili a cui stava più a cuore i propri interessi personali e la loro incolumità. Ancora ora dopo oltre 60 anni non viene rivelata la verità.

E' impressionante leggere l'agghiacciante e cinico colloquio tra gli alleati guidati dal Gen. Eisenhower e i rappresentanti Italiani a Malta

EISENHOWER: 'Desidero sapere se il governo italiano è a conoscenza delle condizioni fatte dai tedeschi ai prigionieri italiani in questo intervallo di tempo in cui l'Italia combatte la Germania senza averle dichiarato guerra'.

AMBROSIO: 'Sono sicuro che i tedeschi li considerano partigiani'.

EISENHOWER: 'Quindi passibili di fucilazione?'.

BADOGLIO: 'Senza dubbio'.

EISENHOWER: 'Dal punto di vista alleato la situazione può anche restare com'è attualmente, ma per difendere questi uomini, nel senso di farli divenire combattenti regolari, sarebbe assai più conveniente per l'Italia dichiarare la guerra'.

Il Maresciallo Alexander e l'Ammiraglio Cunningham definirono quanto avvenne a Cefalonia una 'lotta pazzesca e inutile', infatti bastava dichiarare guerra alla Germania per salvare le vite dei nostri soldati, ma questo avvenne solo il 13 Ottobre 1943. A questo punto molte sono le domande da porsi :

Perchè è stato ignorato l'ordine di cedere le armi inviato dal Gen. Vecchiarelli alla Divisione Acqui?

Chi ha inviato l'ordine a Gandin di resistere e rispondere al fuoco nemico?

Vi lascio con questi dubbi, e con la consapevolezza che la responsabilità più grande sia da ricercare nelle alte sfere e non nell'operato di un Generale che ha rifiutato il rimpatrio per rimanere con la sua Divisione, pur consapevole che era in atto un tentativo di rivolta e consapevole anche del fatto che da Cefalonia non sarebbe mai più ritornato.

Nel prossimo articolo affronteremo l'argomento del numero dei morti e di come sia stata strumentalizzata la vicenda di Cefalonia, dei vari protagonisti che sono ritornati incolumi e trattati come eroi, delle loro gesta inconsulte che hanno contribuito alla morte di migliaia di nostri soldati. A loro sono state attribuite medaglie e onorificenze, i nostri soldati morti sono stati definiti traditori.




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