HERMANN FRANK MEYER uno studioso tedesco non sospettabile di indulgenza verso le nefandezze compiute dai suoi connazionali durante il secondo conflitto mondiale, ha scritto un libro uscito di recente -Bluetiges Edelweiss ('Edelweiss sanguinanti')- in cui riassume le 'gesta' compiute nel 1943 dall'omonima divisione alpina tedesca 'anche' a Cefalonia.
Ha rilasciato un'intervista al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung in cui però l'entità numerica dei caduti italiani è calcolata intorno a 2.000 unità ed è questo un dato rilevante della sua opera che smentisce le cifre trasmesse da sessant'anni a questa parte
Nel settembre 1943 le truppe da montagna tedesche uccisero un gran numero di italiani sull'isola greca. Per decenni tutte le indagini su presunti colpevoli sono state insabbiate. Poco tempo fa, la Corte d'Appello regionale di Monaco ha archiviato l'ultimo processo ancora pendente contro l'ex tenente Otmar Mühlhauser. Motivazione: un omicidio non sarebbe più perseguibile, tutt'al più si potrebbe prendere in considerazione come omicidio doloso. Questo stato di fatto sarebbe però caduto in prescrizione.
Il 67enne Hermann Frank Meyer non riesce a capire questo verdetto. L'ex imprenditore è da decenni sulle tracce dei crimini della Wehrmacht. Per il suo ultimo libro (La stella alpina insanguinata. La prima Divisione da Montagna nel secondo conflitto mondiale, editore Links, Berlino, ca. 800 pagine) che dovrebbe apparire alla fine dell'anno, ha fatto ricerche per 15 anni. [.....]Scarica intervista originale
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