Gli eccidi tedeschi che provocarono decine di migliaia di vittime italiane tra civili e militari andarono perfino oltre le direttive del Führer, le quali però rappresentavano nei fatti un'autorizzazione e una sollecitazione a compiere ogni atto di cieca violenza, in questo ambito si inserisce la tragedia di Cefalonia e Corfù.
Circa novemila morti, centinaia di fucilazioni e dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 i 525 ufficiali e gli 11.550 soldati della Divisione Acqui devono decidere: arrendersi o resistere.
Il 13 settembre i tedeschi impongono un ultimatum.
Gli italiani di fatto decidono di resistere ad oltranza, dal 15 al 22 settembre si svolge una cruenta battaglia durante la quale 65 ufficiali e 1.250 tra sottufficiali e soldati italiani cadono nei combattimenti, il 24 settembre il generale Antonio Gandin, comandante della Divisione Acqui, viene fucilato con 360 ufficiali e 600 soldati.
I prigionieri massacrati saranno in tutto 5.190 ai quali vanno sommati i circa 3.000 militari morti nelle navi fatte saltare sulle mine poste a sbarramento del porto di Argostoli.
Questi sono i tratti essenziali dell'immane tragedia della Divisione Acqui che come molti altri eccidi, perpetrati dai tedeschi, non hanno trovato i responsabili e che solo in questi ultimi anni sono stati portati alla conoscenza dell'opinione pubblica. [.....]
Il primo fondamento della sicurezza non e' la tecnologia, ma l'attitudine mentale.
Non discutere mai con un idiota.....perchè ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.