

giu 12 2008
Algeria : Riaprire case chiuse e' polemica
Pubblicato da :Alex | 430 letture
Ha scatenato forti polemiche la proposta avanzata da un'avvocatessa di Algeri, Fatima al-Zahra bin Barahim, che chiede la riapertura delle case chiuse nel paese nord africano.
Quella dell'avvocatessa sembrerebbe una provocazione, ma invece è una proposta mirata a porre un freno ai continui sequestri di bambini da parte dei pedofili che affliggono l'Algeria. Legalizzare l'impulso sessuale può essere utile a frenarlo. E soprattutto può servire a salvare le fasce più deboli come i bambini, vittime privilegiate dell'euforia sessuale in una società repressiva.
E' certamente questo il pensiero di bin Barahim la cui proposta, però, ha sollevato un vespaio ed è stata bocciata dagli Ulema islamici, primo fra tutti il presidente degli Imam algerini, Abdel Rahman Shibani, secondo il quale ''incita alla diffusione dell'immoralità e della depravazione all'interno di una società musulmana".
Per contrastare la pedofilia (le autorità algerine hanno registrato solo nel mese di gennaio ben 249 casi di bambini rapiti e fatti oggetto di violenze sessuali), secondo Shibani bisogna ''aprire una discussione tra le istituzioni politiche e religiose per porre in campo iniziative utili a contrastare tale fenomeno".
Ma l'avvocatessa controbatte: "Io voglio solo mettere in regola le case di appuntamento che già esistono - ha spiegato lunedì scorso nel corso di una trasmissione della radio nazionale - e oltre a questo voglio anche che parte dei soldi che si raccolgono per la Zakat vengano devoluti ai giovani che intendono sposarsi ma che non ne hanno le possibilità". Nonostante queste precisazioni i dirigenti dei principali partiti islamici, come quello di al-Nahda, l'hanno accusata di "voler diffondere l'adulterio nella società algerina".
Tuttavia la sua proposta sembra aver suscitato l'interessamento della società civile di Algeri e dei politici locali, tanto che da alcuni giorni è impossibile mettersi in contatto con lei ed il suo studio del quartiere di Hussein Day ad Algeri è sempre pieno di persone.
E' positivo che anche in Nordafrica si inneschi questo dibattito che io ho avviato in Italia nei giorni scorsi - commenta la portavoce de 'La Destra', Daniela Santanchè ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL - Ci fa capire che l'apertura delle case chiuse deve essere nell'agenda politica non solo del nostro paese ma anche a livello internazionale. A 50 anni di distanza dalla legge Merlin in Italia abbiamo visto l'esplosione del problema. Altrettanto evidentemente sta accadendo in Algeria ed è positivo che anche da parte della comunità internazionale arrivano segnali che vanno nella direzione che io ho proposto".
Diversa invece è l'opinione della parlamentare del Popolo delle Libertà, la marocchina Souad Sbai. "Seppur da un punto di vista diverso ed opposto a quello dei partiti islamici - spiega la Sbai - ritengo comunque che sia sbagliato legalizzare la prostituzione". La Sbai si dice "contraria in via di principio" alla mercificazione del corpo delle donne. "La mia esperienza personale - spiega - insegna che le donne devono essere aiutate ad uscire fuori dalla segregazione ed io mi sono sempre impegnata in questo senso:: per questo "anche quelle che operano nelle case clandestine algerine devono essere liberate e messe nelle condizioni di studiare e poter svolgere un lavoro". La Sbai conclude definendo "sbagliato ritenere di risolvere il problema solo legalizzando la loro attuale attività come vuole fare la bin Baraham: vanno invece inasprite le pene per coloro i quali si macchiano del crimine della pedofilia e le istituzioni algerine devono fare di più per reprimere questo fenomeno".
Quella dell'avvocatessa sembrerebbe una provocazione, ma invece è una proposta mirata a porre un freno ai continui sequestri di bambini da parte dei pedofili che affliggono l'Algeria. Legalizzare l'impulso sessuale può essere utile a frenarlo. E soprattutto può servire a salvare le fasce più deboli come i bambini, vittime privilegiate dell'euforia sessuale in una società repressiva.
E' certamente questo il pensiero di bin Barahim la cui proposta, però, ha sollevato un vespaio ed è stata bocciata dagli Ulema islamici, primo fra tutti il presidente degli Imam algerini, Abdel Rahman Shibani, secondo il quale ''incita alla diffusione dell'immoralità e della depravazione all'interno di una società musulmana".
Per contrastare la pedofilia (le autorità algerine hanno registrato solo nel mese di gennaio ben 249 casi di bambini rapiti e fatti oggetto di violenze sessuali), secondo Shibani bisogna ''aprire una discussione tra le istituzioni politiche e religiose per porre in campo iniziative utili a contrastare tale fenomeno".
Ma l'avvocatessa controbatte: "Io voglio solo mettere in regola le case di appuntamento che già esistono - ha spiegato lunedì scorso nel corso di una trasmissione della radio nazionale - e oltre a questo voglio anche che parte dei soldi che si raccolgono per la Zakat vengano devoluti ai giovani che intendono sposarsi ma che non ne hanno le possibilità". Nonostante queste precisazioni i dirigenti dei principali partiti islamici, come quello di al-Nahda, l'hanno accusata di "voler diffondere l'adulterio nella società algerina".
Tuttavia la sua proposta sembra aver suscitato l'interessamento della società civile di Algeri e dei politici locali, tanto che da alcuni giorni è impossibile mettersi in contatto con lei ed il suo studio del quartiere di Hussein Day ad Algeri è sempre pieno di persone.
E' positivo che anche in Nordafrica si inneschi questo dibattito che io ho avviato in Italia nei giorni scorsi - commenta la portavoce de 'La Destra', Daniela Santanchè ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL - Ci fa capire che l'apertura delle case chiuse deve essere nell'agenda politica non solo del nostro paese ma anche a livello internazionale. A 50 anni di distanza dalla legge Merlin in Italia abbiamo visto l'esplosione del problema. Altrettanto evidentemente sta accadendo in Algeria ed è positivo che anche da parte della comunità internazionale arrivano segnali che vanno nella direzione che io ho proposto".
Diversa invece è l'opinione della parlamentare del Popolo delle Libertà, la marocchina Souad Sbai. "Seppur da un punto di vista diverso ed opposto a quello dei partiti islamici - spiega la Sbai - ritengo comunque che sia sbagliato legalizzare la prostituzione". La Sbai si dice "contraria in via di principio" alla mercificazione del corpo delle donne. "La mia esperienza personale - spiega - insegna che le donne devono essere aiutate ad uscire fuori dalla segregazione ed io mi sono sempre impegnata in questo senso:: per questo "anche quelle che operano nelle case clandestine algerine devono essere liberate e messe nelle condizioni di studiare e poter svolgere un lavoro". La Sbai conclude definendo "sbagliato ritenere di risolvere il problema solo legalizzando la loro attuale attività come vuole fare la bin Baraham: vanno invece inasprite le pene per coloro i quali si macchiano del crimine della pedofilia e le istituzioni algerine devono fare di più per reprimere questo fenomeno".


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