

giu 23 2008
Parigi. Aggredito un giovane ebreo
Pubblicato da :Alex | 466 letture
Mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy, ha iniziato una visita in Israele con lo scopo di eliminare il gelo con il mondo ebraico che risale ai tempi di Chirac, a Parigi un giovane ebreo di 17 anni, Rudy Haddad, è ricoverato in ospedale ed è in coma. Ha fratture al cranio e molte costole fracassate. Per il momento i medici non possono dare assicurazioni sulla prognosi e viene mantenuto il riserbo sulle condizioni del ragazzo.
Rudy Haddad è stato aggredito in strada, con pugni, calci e spranghe, in rue Petit. Gli autori dell'aggressione, secondo un testimone, sono un gruppo di alcune decine di giovani, ragazzi di origine africana. La polizia ne ha arrestati cinque e attualmente sono in corso gli interrogatori.
Fin qui la cronaca, ora si sta cercando di capire quali sono le motivazioni del pestaggio. Il padre del ragazzo, ieri alla radio ha chiaramente specificato la sua accusa: «Mio figlio aveva la kippah in testa, lo hanno assalito perché è ebreo». Questa versione per il momento ha registrato la cautela del ministero degli Interni, che non ha ancora ricondotto l'episodio ad un attacco antisemita. Intanto però il presidente Sarkozy aveva emesso un comunicato in cui ribadiva la sua «... totale determinazione a combattere tutte le forme di razzismo e di antisemitismo». In realtà il clima si sta facendo pesante per via di alcuni accadimenti, alcuni avvenuti qualche mese fa, come l'arresto di tre poliziotti di Amiens che avevano gridato in un bar «morte agli ebrei», «bisogna riaprire le camere a gas».
«Una questione più sociale che razziale» ha detto chi non crede alla spiegazione dell'antisemitismo. Infatti viene riportato, interrogando gli abitanti della zona, che i ragazzi ebrei passano il più delle volte senza problemi. Qualcuno però ricorda che già il 10 giugno la polizia era stata avvertita delle violenze che si ripetevano ogni fine settimana, invocando l'invio di rinforzi. Anche il sendaco di parigi, Bertrand Delanoe ha affermato: «Ci vogliono più poliziotti qui, almeno per un certo tempo, per portare la tranquillità; è una terra di asilo dove tutti hanno sempre vissuto insieme, e deve restarlo».
La zona dove è avvenuta l'aggressione non è una periferia degradata, si tratta del XIX arrondissement, parte integrante del tessuto cittadino. Vicino al luogo dove è stato aggredito il ragazzo c'è la sinagoga Beth «Haya Mouchka» frequentata dagli ultraortodossi. Il punto focale del quartiere è il parco Buttes-Chaumont, qui sembra che gruppi di ragazzi maghrebini si scontrano violentemente con i coetanei ebrei. Una situazione che ha fatto dire al sindaco socialista del XIX arrondisment, Roger Madec: «C'è una tensione comunitaria molto forte che inquieta»
Reazioni all'accaduto si sono registrate anche in Italia. «La terribile aggressione di Parigi contro un ragazzo colpevole solo di indossare una kippah ci dice che l'antisemitismo è un male duro a morire. Che anzi è capace di prendere nuove forme e di alimentarsi pericolosamente di fenomeni nuovi come quelli dell'immigrazione». Parole del segretario del Pd Walter Veltroni, secondo il quale «... quello che è accaduto a Parigi deve essere di monito anche in Italia, dove i rischi antisemiti non vanno sottovalutati». «Contro razzismo e antisemitismo non bisogna abbassare la guardia, ha aggiunto il segretario democratico - al contrario bisogna agire con nettezza, combattendo vecchi e nuovi veleni, guardando soprattutto ai giovani fra cui l'antisemitismo rischia di riemergere».
Rudy Haddad è stato aggredito in strada, con pugni, calci e spranghe, in rue Petit. Gli autori dell'aggressione, secondo un testimone, sono un gruppo di alcune decine di giovani, ragazzi di origine africana. La polizia ne ha arrestati cinque e attualmente sono in corso gli interrogatori.
Fin qui la cronaca, ora si sta cercando di capire quali sono le motivazioni del pestaggio. Il padre del ragazzo, ieri alla radio ha chiaramente specificato la sua accusa: «Mio figlio aveva la kippah in testa, lo hanno assalito perché è ebreo». Questa versione per il momento ha registrato la cautela del ministero degli Interni, che non ha ancora ricondotto l'episodio ad un attacco antisemita. Intanto però il presidente Sarkozy aveva emesso un comunicato in cui ribadiva la sua «... totale determinazione a combattere tutte le forme di razzismo e di antisemitismo». In realtà il clima si sta facendo pesante per via di alcuni accadimenti, alcuni avvenuti qualche mese fa, come l'arresto di tre poliziotti di Amiens che avevano gridato in un bar «morte agli ebrei», «bisogna riaprire le camere a gas».
«Una questione più sociale che razziale» ha detto chi non crede alla spiegazione dell'antisemitismo. Infatti viene riportato, interrogando gli abitanti della zona, che i ragazzi ebrei passano il più delle volte senza problemi. Qualcuno però ricorda che già il 10 giugno la polizia era stata avvertita delle violenze che si ripetevano ogni fine settimana, invocando l'invio di rinforzi. Anche il sendaco di parigi, Bertrand Delanoe ha affermato: «Ci vogliono più poliziotti qui, almeno per un certo tempo, per portare la tranquillità; è una terra di asilo dove tutti hanno sempre vissuto insieme, e deve restarlo».
La zona dove è avvenuta l'aggressione non è una periferia degradata, si tratta del XIX arrondissement, parte integrante del tessuto cittadino. Vicino al luogo dove è stato aggredito il ragazzo c'è la sinagoga Beth «Haya Mouchka» frequentata dagli ultraortodossi. Il punto focale del quartiere è il parco Buttes-Chaumont, qui sembra che gruppi di ragazzi maghrebini si scontrano violentemente con i coetanei ebrei. Una situazione che ha fatto dire al sindaco socialista del XIX arrondisment, Roger Madec: «C'è una tensione comunitaria molto forte che inquieta»
Reazioni all'accaduto si sono registrate anche in Italia. «La terribile aggressione di Parigi contro un ragazzo colpevole solo di indossare una kippah ci dice che l'antisemitismo è un male duro a morire. Che anzi è capace di prendere nuove forme e di alimentarsi pericolosamente di fenomeni nuovi come quelli dell'immigrazione». Parole del segretario del Pd Walter Veltroni, secondo il quale «... quello che è accaduto a Parigi deve essere di monito anche in Italia, dove i rischi antisemiti non vanno sottovalutati». «Contro razzismo e antisemitismo non bisogna abbassare la guardia, ha aggiunto il segretario democratico - al contrario bisogna agire con nettezza, combattendo vecchi e nuovi veleni, guardando soprattutto ai giovani fra cui l'antisemitismo rischia di riemergere».


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