

apr 02 2008
Filtri Internet censurano il Web in Europa
Pubblicato da :Alex | 428 letture
Su Internet sono sempre più frequenti le politiche restrittive attuate da parte dei provider che impongono filtri tali da impedire a parte degli utenti di accedere ad alcuni siti o a fruire di determinati servizi.
Contro questi filtri e queste logiche limitanti si è espresso il Consiglio d'Europa. Se a livello delle famiglie è giusto permettere ai genitori di impedire ai figli piccoli l'accesso a pagine Web sconvenienti, "come quelle con contenuti violenti o immagini pornografiche" è anche vero che tutti gli adulti devono potere essere liberi di fruire del Web e dei servizi di Internet leciti nel modo che più gli aggrada.
I filtri in questo senso dovrebbero essere trasparenti, ossia permettere agli utenti di essere perfettamente consapevoli della loro presenza o assenza, lasciando a loro l'arbitrio di attivarli o di eliminarli.
Invece per quanto riguarda quei filtri che sono stati apposti in via ufficiale dagli stati o dalle istituzioni, simili provvedimenti possono essere legittimati solo dalla rilevazione di un'accertata violazione delle condizioni che garantiscono la stabilità della nazione o la sicurezza dei cittadini, oppure nei casi in cui i siti in questione mettono a repentaglio i valori condivisi o costituiscono chiara e incontrovertibile offesa alla reputazione di alcuni cittadini. Inoltre le misure di oscuramento dovrebbero essere attuate solo al fine di prevenire eventuali atti criminosi.
E in Italia? Sono numerosi i provider che effettuano azioni di controllo subdolo della libertà degli utenti in rete, rendendo impossibile per esempio l'accesso a siti di giochi d'azzardo on line. Su questi dovranno intervenire le autorità nazionali, al fine di verificare che l'operato degli ISP sia trasparente al consumatore e che non venga ridotta la libertà di utilizzo di Internet.
Autore: Pierluigi Emmulo
Contro questi filtri e queste logiche limitanti si è espresso il Consiglio d'Europa. Se a livello delle famiglie è giusto permettere ai genitori di impedire ai figli piccoli l'accesso a pagine Web sconvenienti, "come quelle con contenuti violenti o immagini pornografiche" è anche vero che tutti gli adulti devono potere essere liberi di fruire del Web e dei servizi di Internet leciti nel modo che più gli aggrada.
I filtri in questo senso dovrebbero essere trasparenti, ossia permettere agli utenti di essere perfettamente consapevoli della loro presenza o assenza, lasciando a loro l'arbitrio di attivarli o di eliminarli.
Invece per quanto riguarda quei filtri che sono stati apposti in via ufficiale dagli stati o dalle istituzioni, simili provvedimenti possono essere legittimati solo dalla rilevazione di un'accertata violazione delle condizioni che garantiscono la stabilità della nazione o la sicurezza dei cittadini, oppure nei casi in cui i siti in questione mettono a repentaglio i valori condivisi o costituiscono chiara e incontrovertibile offesa alla reputazione di alcuni cittadini. Inoltre le misure di oscuramento dovrebbero essere attuate solo al fine di prevenire eventuali atti criminosi.
E in Italia? Sono numerosi i provider che effettuano azioni di controllo subdolo della libertà degli utenti in rete, rendendo impossibile per esempio l'accesso a siti di giochi d'azzardo on line. Su questi dovranno intervenire le autorità nazionali, al fine di verificare che l'operato degli ISP sia trasparente al consumatore e che non venga ridotta la libertà di utilizzo di Internet.
Autore: Pierluigi Emmulo


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