

nov 20 2008
Nel complesso, conteggiando le diffusioni dei primi 11 quotidiani italiani, sono oltre 192mila le copie perse in un anno: segno inconfutabile della profonda crisi della carta stampata. Un'emorragia inarrestabile confermata dagli inquietanti dati che arrivano dal Regno Uniti e dagli Usa, dove i quotidiani cartacei devono fronteggiare una crisi senza precedenti, migliaia di posti di lavoro sono già stati tagliati e circolano insistenti voci di cessione o addirittura chiusura di testate storiche.
E a fare da termometro al "profondo rosso" dell'editoria è anche la Borsa. Un caso su tutti, quello del Sole 24 Ore, il titolo editoriale di più recente quotazione: dal debutto a Piazza Affari, lo scorso dicembre, ha già perso il 50% del suo valore. Insomma, chi ha puntato sul gruppo editoriale di Confindustria al momento dell'Ipo, neanche un anno dopo vede dimezzato il suo investimento. E potrebbe essere solo l'inizio.


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